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Psicologia e Beach Volley

Stand di Psicologia dello sport presso il torneo di Beach volley FBF 2008


Nel luglio 2008 l'equipe CPS partecipa con uno stand di psicologia dello sport al Torneo FBF on the Beach.
Di seguito riportiamo le immagini dell'evento e le interviste psicologiche sul talento ad alcuni

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INTERVISTA

Michele De Carolis

 

1) Come e quando ha iniziato a praticare beach volley?

 

- Ho iniziato prima  a giocare a pallavolo, fino ad arrivare a 26 anni in serie C. Ho giocato in  questa categoria per 2 anni fino a quando ho subito un infortunio alla caviglia. Ho iniziato cosi la riabilitazione su sabbia per poi entrare in un gruppo di beach volley. Ho seguito 2 anni di corso in questo gruppo e ora insegno all’Accademia di beach volley da 2 anni.

 

2) Quali sono state le principali difficoltà incontrate lungo il suo percorso di atleta?

 

- Sicuramente l’infortunio. E’ stato un momento duro per me, perchè temevo che non avrei mai più potuto giocare a pallavolo.

 

3) In che modo è riuscito a superare questo momento critico della sua carriera?

 

- Proprio attraverso il beach volley, che mi ha fatto acquistare di nuovo sicurezza nelle mie capacità.

 

4) Quali sono, secondo lei, gli aspetti che potrebbe ancora potenziare come atleta di alto livello?

 

- A livello tecnico il palleggio. Mi sto molto allenando per migliorare questo aspetto e inizio a vedere dei risultati positivi.

 

5) E dal punto di vista psicologico?

 

- Un aspetto su cui dovrei lavorare è lo scoraggiamento che provo quando gioco con una coppia affiatata. Mi sento come bloccato e impotente quando ho contro due atleti che hanno una grande affinità.

 

6) Quali pensa siano, invece, i suoi punti di forza? 

 

- Il salto, l’attacco e il muro.

 

7) E dal punto di vista psicologico?

 

- La tenacia. Se inizio a giocare bene non mi ferma più nessuno. Inoltre riesco bene a leggere in anticipo le azioni degli avversari. Un ultimo aspetto è la solidarietà verso il compagno: se gioco con un atleta meno forte di me cerco di aiutarlo e di non fargli sentire il peso del confronto con le mie competenze.

 

8) Come si prepara prima di una gara?

 

- Di solito il giorno prima non mi alleno, cerco di distrarmi e di pensare ad altro. Negli attimi prima della gara, invece, cerco di concentrarmi attraverso la fase di riscaldamento.

 

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INTERVISTA

Paolo Ingrosso

 

1) Come e quando ha iniziato a praticare beach volley?

 

- Ho iniziato prima  a giocare a pallavolo, a 15 anni. Ho giocato in serie C e poi sono stato selezionato da Trento per gareggiare in B2 (2 stagioni). 

A beach volley ho iniziato per divertimento. Ora sono 4 anni già che pratico questo sport. Nel 2005 ho vinto il Trofeo delle Regioni e sono stato selezionato per la nazionale under 21. Ho partecipato a molte competizioni importanti: Mondiale a Rio, Europeo in Slovenia, Mondiale in Polonia... Quest’anno ci siamo classificati 5 al Mondiale under 21 a Modena.

 

2) Mi ha detto che a partecipato a molte competizioni importanti durante questi anni di pratica agonistica. Provi a focalizzarsi su una delle prestazioni migliori che pensa di aver fatto....

 

- Sicuramente in Polonia, nel Mondiale under 21, contro la Russia. Questa squadra era più quotata dell’Italia e invece abbiamo vinto 2-0. Mi sono sentito me stesso, ho giocata con tutta calma e ho fatto le cose che mi ero proposto di fare.

 

3) Quali pensa siano i suoi punti di forza?

- Credo che molto sia dovuto alla genetica. Sono brasiliano e li tutti praticano questo sport.

 

4) E dal punto di vista psicologico?

 

- Riesco a decifrare bene e ad anticipare le strategie dell’avversario. Inoltre faccio le cose d’istinto, con naturalezza, anche se a volte può rivelarsi controproducente. Ultimamente però ho acquistato sicurezza e sto imparando a calmarmi quando mi sento teso.

 

5) Quali sono, secondo lei, gli aspetti che potrebbe ancora potenziare come atleta di alto livello?

 

- Sicuramente il nervosismo. Come le dicevo credo che questo sia il punto su cui dovrei lavorare di più, anche se ultimamente mi sento piu sicuro e rilassato durante le competizioni.

 

6) Come si prepara prima di una gara?

 

- Nei giorni precedenti non penso alla gara. Poco prima di iniziare, invece, mi concentro sulla tecnica e cerco di focalizzarmi sui gesti più semplici, senza strafare rischiando poi di commettere errori.

 

 

 

 

 

INTERVISTA

Stefania Peggion

 

1) Come e quando ha iniziato a praticare beach volley?

 

- Ho iniziato prima  a giocare a pallavolo, fino a quando ho subito un infortunio. Dopo l’infortunio mi sono dedicata al beach volley.

 

2) Quali sono state le principali difficoltà incontrate lungo il suo percorso di atleta?

 

- Il momento più duro è stato l’infortunio.

 

3) Quali sono, secondo lei, gli aspetti che potrebbe ancora potenziare come atleta di alto livello?

 

- Dovrei allenarmi di più, con più intensità e costanza.

 

4) Quali pensa siano, invece, i suoi punti di forza? 

 

- La grinta durante le competizioni e l’umiltà.

 

 

5) Come si prepara prima di una gara?

 

- Attraverso lo studio degli avversari e la preparazione tattica della strategia ottimale.

 

6) Quali sono le emozioni che prova prima di una gara?

 

- Le emozioni che provo prima della gara derivano da quello che è successo durante la settimana. Solitamente provo ansia ma cerco in tutti i modi di entrare sempre in campo col sorriso.

              

COMMENTI

 

Nelle interviste sopra riportate abbiamo cercato di rimanere il più possibile fedeli alle reali parole dette dagli atleti. Per motivi legati, però, alla difficoltà di annotare tutte quanto espresso da questi in risposta alle nostre domande esse rappresentano solo un estratto. E’ per questo che cercheremo di integrare in questo spazio quanto non emerge dalla trascrizione delle interviste. 

Gli atleti intervistati si sono mostrati molto collaborativi e interessati a rispondere alle nostre domande. I contenuti esposti sono stati molto ricchi, tanto che più di una volta abbiamo cercato di riassumere e rimandare che il suo pensiero era stato compreso pienamente al fine di poter procedere con le altre domande date le limitazioni di tempo che conoscevamo sin dall’inizio.

La sensazione che ci hanno trasmesso gli atleti è stata fortemente positiva, poiché si sono mostrati interessati e gratificati durante tutto il corso dell’intervista. Questo si è potuto percepire dal fatto che lo sguardo era costantemente rivolto verso l’interlocutore e l’attenzione focalizzata e sostenuta, non lasciandosi distrarre dal contesto caotico circostante. 

Quello che ci ha colpito in queste due interviste, e che credo meriti attenzione, è il fatto che gli atleti ci abbiano comunicato, sia verbalmente che non, il loro interesse verso la Psicologia dello Sport. Essi si sono mostrati molto incuriositi dalla nostra figura, che non avevano mai avuto modo di incontrare durante la loro carriera agonistica, ribadendo più volte la necessità e l’utilità di poter avere una preparazione che vada al di là delle competenze fisiche, ovvero una preparazione psicologica specialistica, individualizzata e strutturata in base alle loro difficoltà e ai loro punti di forza. In questo senso crediamo che lo Psicologo dello Sport possa mettere in atto le sue competenze per ottenere un’ottimizzazione della prestazione anche con atleti di altissimo livello.

                                                                                      

        

 






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