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Mental Futsal

L'intervento dello psicologo all'interno del Futsal Camp U.15 e U.17


“MENTAL FUTSAL: L’INTERVENTO DELLO PSICOLOGO ALL’INTERNO DEL FUTSAL CAMP UNDER 15 E UNDER 17 DI FUTSAL”

 

“MENTAL FUTSAL: THE PSYCHOLOGICAL INTERVENTION INSIDE FUTSAL CAMP STAGE UNDER 15 AND UNDER 17”

 

Emiliano Bernardi

Psicologo dello Sport, Psicoterapeuta della Gestalt ad indirizzo fenomenologico-esistenziale

 

 

 Abstract

Larticolo riporta lesperienza dellautore presso gli stage Futsal Camp” delle selezioni nazionali Under 15 e Under 17 di futsal che si sono tenuti a Chianciano (Giugno 2013), Norcia (Settembre 2013) e Civitavecchia (Gennaio 2014).  Nella prima parte vengono presentati il setting, le linee guida e i modelli teorici di riferimento, nella seconda si approfondiscono i differenti lavori svolti con la categoria Giovanissimi e la categoria Allievi, nentre nella terza parte viene descritto il lavoro con lallenatore e gli strumenti utilizzati.

 

 

This article reports the author's experience at the stage "Futsal Camp" selections  Under-15 and Under-17 of national futsal players which were held in Chianciano (June 2013), Norcia (September 2013) and Civitavecchia (January 2014 ). In the first part, the author presents the  guidelines, setting and theoretical models and method. The second part explore the different work performed by the U15 category and the U17 category . The third part describes the work with the coach and the tests used.

 

Introduzione

Il Futsal Camp è il raduno riservato alle categorie Under 15 e Under 17 di ragazzi selezionati dai tecnici federali della Divisione Calcio a cinque e del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC.

Questo progetto è nato dall’unione del progetto “Calcio+” del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC e del progetto “Io Calcio a 5”, volti alla promozione dell’attività giovanile di calcio a 11 femminile e di futsal.

La durata è di circa 6 giorni e si svolgono, al momento, 3 Futsal Camp all’anno. Il raduno prevede due incontri con lo psicologo per ciascuna selezione composta da circa 18 atleti l’una. Gli obbiettivi di questi raduni sono quelli di individuare e  selezionare giovani atleti di futsal che potrebbero nel futuro far parte della Nazionale Under 21 e della Nazionale maggiore. Durante il raduno oltre agli allenamenti e gli incontri con lo psicologo i ragazzi sono sottoposti a test medici ed atletici, incontri sul tema dell’alimentazione sana, eventi legati al fair play e alla cultura generale.

In questo progetto per la prima volta è stata inserita la figura dello psicologo dello sport nello staff sanitario.

 

Linee guida 

Prima di approfondire nello specifico gli argomenti trattati per ciascuna situazione si  ritiene  utile evidenziare le linee guida che hanno portato alla scelta dei vari temi esercizi e test che l’autore ha svolto nei vari incontri.

Innanzitutto “accoglienza”: per molti giovanissimi atleti indossare la maglia della Nazionale è un momento di grandissima emozione, aiutarli ad esprimere i sentimenti che hanno provato per la convocazione è fondamentale al fine di aumentare la consapevolezza dell’esperienza.

In secondo luogo “rompere il ghiaccio con la psicologia”: i giovani atleti non hanno uno psicologo dello sport di riferimento nei rispettivi Club quindi per la maggior parte di loro  la psicologia è una novità assoluta, che inizialmente può creare timore; si è pertanto ritenuto fondamentale suscitare in loro curiosità verso questo “oggetto misterioso” attraverso brevi esempi di video, esercizi ed esperienze guidate al fine di agevolare l’introduzione della materia psicologica nel programma di allenamento.

Così come per gli atleti, anche la maggior parte delle persone che compongono lo staff non ha mai interagito con uno psicologo, di conseguenza, uno degli argomenti trattati fin dalle prime riunioni è stato “come sfruttare al meglio la competenza dello psicologo dello sport” all’interno dello staff, trasmettendo il senso di utilità della psicologia ai vari componenti  dello staff , sia tecnico che sanitario.

Durante un Futsal Camp sono previsti 2 moduli di psicologia, gli incontri con lo psicologo si svolgono in setting di gruppo in locali adiacenti il campo d’allenamento, la durata degli incontri varia dai 60 ai 90 minuti, in concomitanza dell’allenamento dell’U17, l’ U15 ha nel programma il modulo di psicologia e viceversa.

I modelli teorici presi come riferimento dall’autore sono: l’approccio formulato da Smith e Smoll (1976; 2002), il modello di orientamento motivazionale (Duda &Hall, 2001), il modello del profilo dell’allenatore (Salmela, 1996; Cei, 2002), l’approccio Fenomenologico-Esistenziale Gestalt ( Quattrini, 20), il metodo 2T (Bernardi, Grauso, Ronchetti, 2013).

 

L’intervento con gli atleti

Under 15  (categoria giovanissimi) 

Per quanto riguarda il lavoro svolto con la categoria Under 15 le aree maggiormente coinvolte sono state: motivazione, talento e coesione del gruppo. Nello specifico:

> Motivazione: indagare le motivazioni a praticare il futsal è fondamentale per riuscire a cogliere le esigenze e i bisogni degli adolescenti, considerando che in questa età alcuni fattori come acquisire uno status, spendere energia o far parte di un gruppo sono motivazioni molto forti. Indagando attraverso l’uso di test e colloqui si può affermare che per questo gruppo, le motivazioni maggiori sono principalmente: migliorare le proprie abilità e far parte di una squadra di selezione nazionale. Approfondendo l’orientamento motivazionale, dai test si può evidenziare che la maggioranza del gruppo è orientata al compito piuttosto che al sé

>Talento: il lavoro sul talento oltre che teorico è sempre stato supportato da esperienze guidate. In particolare si è trattato di incrementare la consapevolezza del proprio talento e delle strategie per proteggerlo durante l’intera carriera.

Una delle esperienze più interessanti è stata l’esercizio “ la piramide dei talenti” in cui  gli atleti  avevano il compito di  scrivere su un foglio diviso in 2 colonne, “6 cose che mi piace fare” e  “6 cose che so fare bene”, per poi confrontare in un secondo momento con gruppo le varie scelte, in particolare quelle presenti in entrambe le colonne. Durante un colloquio di gruppo si è cercato di dare una forma al talento attraverso le immagini: ciò che è emerso dagli interventi è la visione metaforica del giardino, che ha bisogno di cura costante per germogliare e fiorire.

> Coesione del gruppo: un gruppo di selezione nazionale è di certo molto differente da un gruppo di giocatori di club. Il tempo che i ragazzi  passano insieme durante l’anno è molto poco e non tutti i ragazzi sono confermati ad ogni raduno.

Considerando questo è stato proposto un esercizio chiamato “ Il blasone di squadra”, una tecnica psicologica che è un adattamento allo sport de “ il blasone familiare” del noto psicologo P.Calliè e consiste nel disegnare il proprio stemma di squadra attraverso un percorso di consapevolezza del gruppo. 

 

Under 17 (categoria allievi)

Nel lavoro con questa categoria le aree maggiormente coinvolte sono state: motivazione, introduzione al mental training e un approfondimento sulla mental toughness. Nello specifico

> Motivazione: così come per la categoria giovanissimi sono stati somministrati i test PMQ e Task&Ego, i risultati sono molto simili sia per quanto riguarda la motivazione principale (abilità) che per l’orientamento motivazionale, anch’esso maggiormente verso il compito. Il gruppo è prevalentemente portato a dimostrare competenza ma i risultati non sono così netti come per la categoria Giovanissimi, di fatti a quest’età il confronto con gli altri ragazzi è importante, e in questo confronto comunque si sentono più forti. 

> Mental training: per iniziare ad allenare le proprie abilità mentali l’autore ha ritenuto utile porre come temi la PPF (pre performance routine) e fare esperienza di  una tecnica di rilassamento. Per quanto riguarda la PPF l’esercizio proposto è stato quello di riflettere in gruppo e poi singolarmente provare a costruire la propria PPF. Cominciare fin dagli inizi della carriera ad avere una o più routine sia per il riscaldamento, sia per alcuni gesti tecnici, è fondamentale, con il tempo questo tipo di allenamento fatto di ripetizioni e visualizzazioni diverrà parte integrante della preparazione alla gara ed aiuterà gli atleti a “sentirsi pronti” nei momenti decisivi.

Come tecnica di rilassamento è stato scelto il metodo di rilassamento muscolare progressivo di Jacobson, ovviamente, essendo per i giovani atleti la prima volta, è stata una somministrazione molto blanda, con l’intento di prendere confidenza con una tecnica sconosciuta.

> Mental Toughness: la tenacia è stato un argomento molto apprezzato, ciò è legato al fatto che in questa fascia d’età è molto comune il Drop Out (abbandono giovanile) e mantenere un alto livello di tenacia è stato visto come un argomento utile di cui gli atleti non erano molto consapevoli inizialmente. Temi come l’ansia e lo stress sono stati l’essenza di quasi ogni domanda o intervento. Inizialmente la definizione degli obiettivi a breve medio e lungo termine è stata accolta con molta difficoltà, difatti imparare a darsi degli obiettivi che siano allo stesso tempo motivanti e raggiungibili richiede grande consapevolezza nei propri mezzi ma  ad un età cosi giovane non è molto comune. Successivamente ci si è potuti soffermare sul mantenere la fiducia in se stessi e imparare strategie nuove per adattarsi alle pressioni esterne.

 

Lintervento con lallenatore 

Entrambe le categorie hanno lo stesso allenatore, con il quale è stato concordato ogni intervento, inoltre ciascun tema proposto è stato condiviso  in precedenza. 

I colloqui previsti con l’allenatore sono generalmente due per ogni Futsal Camp. Il tema principale, oltre alle difficoltà incontrate a livello psicologico nel lavoro quotidiano, è stata la leadership.

In particolare nei colloqui sono stati approfonditi gli stili di insegnamento, inoltre è stato somministrato il CBAS e la relativa scheda di autovalutazione, uno strumento del quale l’allenatore ha apprezzato l’utilità fin dalla prima somministrazione.

 

I Test utilizzati/ gli strumenti utilizzati

>PMQ: Il PMQ Participation Motivation Questionnaire (Gill, Gross e Huddlston, 1983) è un questionario composto da 32 item con modalità di risposta che hanno valore numerico secondo una scala Likert che va da 1 a 7 da “non importante” a “molto importante”. La versione italiana è stata realizzata da Buonamano, R. Cei, A., Mussino, A. (1993). E’ possibile ottenere 8 (otto) fattori che identificano le categorie generali della motivazione allo sport:riuscita - status squadra - forma fisica - spendere energia - rinforzi estrinseci - abilita’ - affiliazione - divertimento.

>C-BAS: il C-BAS Coaching Behavior Assessment System di Smith, Smoll e Hunt (1976), è uno strumento  per allenatori e utilizza una griglia di osservazione con la quale si osservano due differenti modalità di comportamento: reattivi (in risposta ad una azione dell'allievo o del gruppo) e spontanei.

Vengono registrati i seguenti comportamenti: : 

R = Gratificazione/ Ricompensa

NR = Assenza di Rinforzo

IE = Incoraggiamento dopo un Errore

ITE = Istruzione tecnica dopo un Errore

P = Punizione

ITE+P = Istruzione Tecnica dopo un Errore + Punizione IND = Indifferenza all'Errore

MD = Mantenimento della Disciplina

ITG = Istruzione Tecnica Generale

IG = Incoraggiamento Generelae

O = Organizzazione

CG = Comunicazione Generale

>TASK and EGO ORIENTATION IN SPORT QUESTIONNAIRE: tale strumento (Duda e Nicholls, 1992) è composto da 13 domande inerenti l'orientamento motivazionale del Sè (Risultato) o del Compito ( Competenza).

Le modalità di risposta hanno valore numerico secondo una scala Likert a 7 punti da “disaccordo totale” a “accordo totale” Atleti "prevalentemente orientati al Sè, sono costantemente impegnati a dimostrare il proprio livello di abilità in relazione agli altri"(Cei, 1998), Atleti orientati al "Compito" percepiscono lo sport come attività divertente e motivati al mostrare competenza.

 

 

Discussione

L’obiettivo principale del Futsal Camp è formare giovani atleti a 360 gradi che possano un giorno rappresentare il Futsal italiano dal punto di vista tecnico, tattico, atletico, psicologico, alimentare, comportamentale,  ed arrivare il più possibile preparati al salto di categoria Under 21 per poi giocarsi l’opportunità di essere scelti dalla Nazionale maggiore.

L’intervento in uno stage come il Futsal Camp ha difficoltà molto simili a quelle di un corso intensivo o di un ritiro, con delle regole chiare di comportamento sia dentro che fuori dal campo.

Gli atleti hanno un programma molto fitto di attività che si susseguono durante la giornata; queste attività hanno bisogno di essere ben bilanciate ed è fondamentale confrontarsi precedentemente con tutto lo staff affinché non vi siano carichi eccessivi sia a livello fisico che psichico.

Partendo dal presupposto che gli atleti sono molto giovani e non hanno alcuna esperienza di allenamento psicologico gli interventi sono stati strutturati come una vera e propria introduzione alla psicologia dello sport. 

La reazione è stata inizialmente di timore e curiosità ma con il susseguirsi degli incontri è cresciuta la consapevolezza della percezione dell’utilità e dell’efficacia di questo tipo di allenamento.

Questo progetto sperimentale è solamente all’inizio, e sta prendendo forma stage dopo stage, ogni difficoltà o successo diventa uno spunto per migliorare, anche coinvolgendo gli stessi atleti attraverso questionari di gradimento che verranno somministrati nel corso del 2014.

 

Bibliografia

 

- Bernardi, E., Grauso, A., Ronchetti, A. (2013). La guida psicologica del calcio. Roma: Edizioni Kappa;

- Buonamano, R., Cei, A., e Mussino, A. (1993). La motivazione dei giovani alla pratica sportiva. Roma: Scuola dello Sport, Coni;

- Caillé P., Rey Y (2005). Gli oggetti fluttuanti . Roma: Armando;

 - Cei, A. (1998). Psicologia dello sport. Bologna: Il Mulino;

- Cei, A. (2002). Il coaching per l’allenatore. SdS- Rivista di Cultura Sportiva, 55;

- Duda, J., e Hall, H. (2001). Achievement goal theory in sport. In R.N. Singer, H.A. Hausenblas, e C.M. Janelle (a cura di), Handbook of sport psy- chology. New York: Wiley;

- Duda, J., e Nicholls, J.C. (1992). Dimensions of achievement motivation in schoolwork and sport. Journal of Educational Psychology, 84, 290-299;

- Hanin, Y (2000). Emotion in sport. Champaign, IL: Human Kinetics;

- Menichelli, R. (2010). Io calcio a 5. Milano: Editoriale Sport;

- Quattrini, G.P. (2006). Fenomenologia dell’esperienza.  Milano:  Zephiro Edizioni;

- Salmela, J. H. (1996). Great job coach: Getting the edge from proven winners. Ottawa: Potentium;

- Smith, R. E., e Smoll, F.L. (2002). Way to go coach. Portola Valley, CA: Warde Publishers;

- Smith, R.E., Smoll, F.L., e Hunt, E.B. (1976).Training manual for the coaching behaviour assess- ment system(CBAS). Seattle, DC: University of Washington.;

- Smoll, F.L., e Smith, R.E. (2006). Development and implementation of coach-training programs: Cog- nitive-behavioral principles and techniques. In J.M Williams (a cura di), Applied sport psychology: Per- sonal growth to peak performance. Mountain View, CA: Mayfield.

 

 

 

 Pubblicato su "Movimento" Rivista di Psicologia e Scienze del Movimento e dello Sport Vol.29 N°3 Settembre - Dicembre 2013

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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